Immagina un mondo lavorativo in cui la maternità facoltativa non è solo rispettata, ma davvero supportata. È il panorama che si sta consolidando nel 2026, con normative sempre più orientate ad agevolare i genitori e migliorare l’equilibrio tra lavoro e famiglia. Questo cambiamento richiede una gestione attenta da parte delle aziende, e tu, come leader, hai un ruolo essenziale.
La maternità facoltativa — oggi chiamata più correttamente congedo parentale — sta diventando un tema cruciale per attrarre e mantenere talenti. Adattarti a queste novità significa non solo rispettare la legge, ma anche costruire un ambiente di lavoro inclusivo e competitivo. Ecco tutto quello che devi sapere.
Le tre figure da non confondere
Prima di tutto, è importante distinguere correttamente tre congedi diversi, spesso confusi tra loro:
- Congedo di maternità obbligatoria: 5 mesi complessivi, retribuiti all’80%. È un diritto irrinunciabile della lavoratrice, fruibile in tre modalità: 2 mesi prima del parto + 3 dopo, 1 mese prima + 4 dopo (con certificato medico), oppure tutti i 5 mesi dopo il parto (con certificato medico).
- Congedo di paternità obbligatorio: 10 giorni lavorativi, retribuiti al 100%, da fruire alla nascita del figlio.
- Congedo parentale (ex “maternità facoltativa”): condiviso tra entrambi i genitori, dura fino a 10 mesi complessivi per la coppia (11 se il padre ne fruisce almeno 3), con indennità variabile.
Questo articolo si concentra sul congedo parentale, che è la vera “maternità facoltativa” nel linguaggio comune.
Congedo parentale 2026: cosa prevede la legge
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha reso strutturali diverse misure introdotte negli anni precedenti, disciplinando il congedo parentale attraverso il D.Lgs. 151/2001.
Durata
- Fino a 10 mesi complessivi per la coppia di genitori.
- Elevabile a 11 mesi se il padre lavoratore dipendente fruisce di almeno 3 mesi di congedo, anche frazionati.
- Utilizzabile fino al 14° anno di vita del figlio per la parte non indennizzata (il limite era 12 anni fino al 2025).
- Ogni genitore ha un proprio diritto autonomo e non trasferibile all’altro.
Indennità economica
- Primi 2-3 mesi complessivi: indennità dell’80% della retribuzione, se fruiti entro il 6° anno di vita del figlio (misura ora resa permanente, non più sperimentale).
- Mesi successivi: indennità del 30% della retribuzione, fino al raggiungimento del monte ore/mesi complessivo.
- La domanda va presentata all’INPS almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo continuativo, o 2 giorni prima per il congedo frazionato a ore.
Fruizione flessibile
Il congedo può essere fruito in modo continuativo oppure frazionato a giorni o ore, compatibilmente con le esigenze organizzative dell’azienda. La fruizione a ore va concordata con il datore di lavoro con il preavviso richiesto.
Politiche aziendali avanzate: cosa possono fare le aziende
Le aziende più lungimiranti stanno introducendo misure che vanno oltre il minimo di legge, per supportare attivamente le neo-mamme e i neo-papà:
- Orari flessibili, per consentire le visite mediche o gestire esigenze familiari impreviste.
- Smart working, utile sia nel periodo pre-parto sia in quello post-parto e durante il congedo parentale frazionato.
- Supporto psicologico, per aiutare i dipendenti a gestire il passaggio alla genitorialità.
- Piani di rientro graduale, con un approccio flessibile al termine del congedo, riducendo il rischio di stress e favorendo un ritorno più sereno.
Adottare queste politiche non è solo una scelta di responsabilità: è anche una leva concreta di employer branding. Le aziende percepite come realmente favorevoli alla genitorialità attraggono candidati migliori e trattengono più facilmente i talenti già presenti.
Come gestire il congedo parentale in azienda: 4 passaggi
- Pianifica in anticipo: quando un dipendente comunica l’intenzione di richiedere il congedo, inizia subito a valutare come ridistribuire i carichi di lavoro nel team.
- Documenta la richiesta: verifica i termini di preavviso richiesti dalla legge e conserva la documentazione relativa alla domanda INPS.
- Comunica con trasparenza: informa il team coinvolto sui tempi previsti, senza condividere dettagli personali non necessari.
- Prepara il rientro: pianifica un piano di reinserimento graduale, con un aggiornamento su eventuali cambiamenti avvenuti durante l’assenza.
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- Conformità normativa: monitora i diritti e gli obblighi aziendali, riducendo il rischio di errori nella gestione dei termini e delle scadenze.
- Gestione trasparente: permette ai dipendenti di accedere facilmente alle informazioni sui loro diritti, promuovendo la fiducia nell’azienda.
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Domande frequenti
Qual è la differenza tra congedo di maternità obbligatoria e congedo parentale?
Il congedo di maternità obbligatoria dura 5 mesi complessivi ed è un diritto irrinunciabile della lavoratrice, retribuito all’80%. Il congedo parentale, ex facoltativo, è condiviso tra entrambi i genitori, dura fino a 10-11 mesi complessivi e ha percentuali di indennità variabili, 80% e 30%.
Quanti mesi di congedo parentale spettano a una coppia nel 2026?
Fino a 10 mesi complessivi, elevabili a 11 se il padre ne fruisce almeno 3, anche in modo frazionato.
Fino a che età del figlio si può richiedere il congedo parentale?
La Legge di Bilancio 2026 ha esteso il limite a 14 anni di età del figlio per la parte di congedo non indennizzata, prima era 12 anni.
L’azienda può opporsi a una richiesta di congedo parentale?
No, è un diritto del lavoratore. L’azienda deve organizzarsi per gestire l’assenza, ma non può negare il congedo se richiesto nei termini e modalità previste dalla legge.





